Alessandro's profileLa Grazia dei TemplariPhotosBlogListsMore Tools Help

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    June 24

    Il Paese dei sorci

                                                                                                           

    Col forcon Asmodeo il corpo infilzava

    e l’infernale brace  friggea la carne inerte

    e strepitava l’umano nella ria sorte

    e tosto esalava  l’ultima bava.

     

                         E Belial, e Astradel e l’altri Malebranche

                         ognun d’essi di forcone dotato

                         pungean le chiappe, l’inguin e il costato

                         delle mortali forme dalle ossa bianche.

     

    A lato di tal sabba agghiacciante,

    un cupo  rivolo sorgea per oscura magia,

    da esso sortiva una  topesca genia

    che defecava squittendo nell’aere appestante.

     

                         L’olezzante marrana scorrendo vivace

                         asilo offriva ai liquami di cottura,

                         chè da codesta nauseante mistura

                         vispo nascea il ratto vorace.

     

    Svanivano gli umani, a millanta e millanta,

    ognuno sciolto nell’infernal marrana,

    al loro posto, tempo una settimana,

    di sorci s’empì la terra, in misura assai tanta.

     

                       Colle fluenti chiome al vento protese,

                        le rattesche schiere sciamarono di valle in valle,

                        occuparono uffici, televisioni e stalle,

                        subentrando agli umani di ogni paese.

     

    Ogni lavoro umano, ogni arte, ogni avventura

    trovò col sorcio l’emulo efficace,

    un po’ rozzo certo, ma con un peto capace

    dopo la montagna trovar la pianura

     

                         Anche l’arte patì la topesca invasione…

                         Per decreto sparì il genio umano!

                         fuori Kandisky dentro Occhiostrano,

                         strabico sorciastro di color marrone.

     

    Cancellati Dalì e Savinio, Angiolieri e Francesco!

    Fuori Hugo e Beethoven, Virgilio e Corelli…

    Qualcuno resta, purchè con squitteschi fratelli,

    insieme al gotha del pensiero sorcesco.

     

                    Penosa resta una stele e l'evanescente epigramma

                    dedicato al Poeta di un tempo ormai lontano:

                   "Fu uomo. Raccontò le storie di un Paese umano…

                    Ora è Sorcio, e sfiata di sorci e sorche di mamma. "

                  mutazione

    June 23

    Lacrime

    Dalle finestre appannate                                                        
    appena socchiuse                                                                    
    alcune gocce di pioggia                                                            
    zampillano accarezzandomi il viso                                            
    assopito chissà dietro quale pensiero.                                        
    E nel vedere il germoglio di un fiore sbocciare                           
    in una fredda mattina di primavera,                                          
    il tocco lieve di quelle finte lacrime                                          
    purifica e incanta il mio cuore.                                                 
                                                                        volto
    June 09

    l'Uomo e la Tigre...

              

                                                                                                                        

     .... ovvero "Senza Grethel , Hansel  è perso!"  tendastrisce

    Sinossi:

    La prima immagine vede, uno di fronte all’altra, un uomo ed una tigre; l'uomo è stato aggredito ed, in un atto di estrema difesa, ha portato la mano e parte del avambraccio destro  nelle fauci del poderoso animale.

    Nonostante il dolore per le ferite subite dalle potenti zanne, la mano destra dell'uomo è però riuscita ad artigliare una parte delle zone molli interne alla bocca dell’animale. 

    Non è dato sapere come ciò sia potuto accadere, nè come la tigre si sia trovata lì; è fuggita da uno zoo? è frutto degli incubi dell’uomo? .... oppure l'uomo e la tigre vivono la drammatica conclusione di un incidente circense? 

    La scena suggerisce, immotivata ma forte, la sensazione che la Tigre attendesse solo quell'uomo; la certezza  che l'animale abbia scelto quell'uomo, scartando ogni altra preda.

    Non esiste nessun elemento ne è dato sapere ad alcuno come l'animale sia arrivato all'uomo.

    Il passare del tempo vede la immutabilità della scena: l'avambraccio e la mano destra dell’uomo continuano ad essere immersi nelle grandi fauci della tigre mentre un rivolo di sangue scorre giù, lungo il braccio, sino al gomito dove, per effetto della gravità, cola in terra e alimenta una piccola pozza che via via si allarga; anche la tigre sente il dolore della propria scomoda situazione ed il continuo ringhìo gorgogliante ne sottolinea la continuità;

    L’uomo  è cosciente che l’unica sua salvezza è riposta in quella presa e nella resistenza al dolore ed alla fatica che riuscirà a mantenere.

    L’uomo e l’animale ormai legati  formano una figura immobile, una figura apparentemente normale, priva degli aspetti drammatici che invece competerebbero ad un evento del genere: le due figure paiono quasi una coreografia capace di trasmettere vitalità e curiosità in chi osserva....  in precedenza, e per un attimo, l'uomo aveva tentato di aiutarsi con l'altra mano, la sinistra....  infilarla nella bocca dell'animale e strappare le fauci, sino ad uccidere la bestia... ma la tigre, quasi leggendogli nel pensiero, abbattè una zampa sulla spalla dell'uomo che, a sua volta, riuscì ad afferrarla con la mano libera. Ora sono fermi così... vicinissimi, sembra anzi che i due esseri si parlino amichevolmente… sembra che stiano per compiere qualche atto ludico, che stiano giocando, apparenti figure di un  balletto fantastico che richiama alla mente Esopo e le sue fiabe.

    La storia, invece, è la storia di un confronto mortale..... mortale per chi? per l’uomo?, per la tigre? per entrambi? ...... allo stato occorre far finta di non saperlo...

    Il trascorrere del tempo vede  come, nei due esseri, si susseguano razionalità estreme ed istinti primordiali; come si pongono in atto tentativi tesi  e far  cessare a proprio favore quella situazione di stallo: disperati tentativi di estrema e scoraggiata difesa.

    I due esseri si fronteggiano, con gli occhi e la mente cercano di individuare il punto  debole nella difesa dell'avversario; valutano momento per momento le proprie capacità e le  possibilità di successo di eventuali azioni...  risulta evidente come l'uomo ogni tanto si abbandona a fantastiche visioni percorrendo con la mente strane vie di fuga.... non è dato sapere però  se quei pensieri sono i fuochi fatui di una disperata speranza, oppure la razionale sintesi di passate esperienze;  non è nemmeno dato sapere se anche la tigre, da parte sua, percepisca il pericolo insito anche nella sua scomoda posizione o, perchè no, nello scorrere del tempo... non è dato sapere nulla della vita precedente dell'animale, e se anch'essa, per tirarsi fuori da quella scomoda posizione, possa trarre spunto dalle proprie esperienze passate....   

    Schiacciati dall'evolversi del fantastico evento, ognuno dei due esseri è completamente  assorbito e chiuso nella propria essenza giacchè ambedue sono coscienti che solo nella loro essenzialità potranno forse vincere e sopraffare l'avversario... di certo c'è l'originalità della situazione:mai  l'uomo s'era trovato aggredito da una tigre, come peraltro mai la povera tigre s'era trovata presa per l'apparato faringeo da un uomo.

    Sia l’uomo che l’animale si avviano verso l'epilogo finale che per ora facciamo finta di non conoscere.

     

     

     Capitolo I°

    (continua?...)