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February 05 piccole scintille...C'è un video che furoreggia su you_Tube.
Questo video presenta un bimbo di 4/5 anni che canta in modo straordinario e accattivante "Hei Jude" dei Beatles, accompagnandosi con la mimica e con quei versi possibili solo ad un bimbo di quell'età.
Mi ha colpito, quel video, per tanti motivi... non ultimo quello legato ad una riflessione fatta da un caro amico sull'uso più o meno censurabile che si possono fare di questi fatti, già nel momento in cui si decide di pubblicarli in rete.
Su questo argomento vorrei condividere un ricordo con le due o tre persone che leggono queste mie note.
Un ricordo perso nella notte dei tempi, legato però a questo bambino ed alla sua Hei Jude.
Una piccola storia avvenuta circa 50 anni or sono e che vede un altro bambino di sette anni cantare una canzone che furoreggiava in quell'epoca,
24.000 baci, di Celentano.
Quel bambino si presentava girato di spalle davanti al suo immaginifico uditorio e iniziava...... "Amamiiiiii ..... ti voglio bene.....", poi , con una giravolta si poneva di fronte e continuava "..... con 24000 baci - felici passano le ore....." accompagnando le parole con il "ta.... tata... tatatatatata" del tempo musicale che era il twist.
Occorre ricordare che, qualche tempo prima di questa scenetta, quel bambino aveva perso la madre, una splendida donna, e come è per tutte le madri, va da se la considerazione che quella donna sconosciuta, andata via prima del tempo, era l'unico riferimento affettivo di quella piccola creatura.
Ricordo come la scomparsa della mamma aprì al bambino le porte buie del disagio da cui uscì solo con la fine della propria adolescenza, cioè diversi anni dopo.,
Quel canto, e quelle mosse scimmiottate da comportamenti altrui.... erano probabilmente comportamenti indotti da ciò che quei lontani tempi proponevano... ma credo che il bambino non era cosciente di questo... il bambino era cosciente di un unico fatto, cioè che, solo nel momento che compiva quegli atti e cantava quella canzone, gli adulti si fermavano e sorridendo lo guardavano... e ciò lo rendeva contento perchè in quel sorriso di sufficienza coglieva, probabilmente, quella carezza e quell'affetto che non gli era più dato ricevere....
In tempi più recenti quel bambino, divenuto uomo, pensò qualche volta a quell'unico ricordo che imperterrito gli è rimasto di quel tempo... e se da una parte ancora oggi rivive con imbarazzo quella esplicita richiesta inevasa d'amore, dall'altra resta però sempre quel ricordo che lo lega, non si sa ne come ne perchè, ad una cosa cara andata via, ad un'emozione antica, unica cosa rimasta del buio assoluto di quegli anni difficili.
Racconto tutto questo come se lo raccontassi ogni volta a me stesso e ogni volta dovessi rinnovare le ragioni dei perchè e dei percome delle cose che accadono intorno a noi, e che, come spesso accade, possono essere interpretate in modi totalmente opposti. |
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