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November 06 Ninne nanne (13 dicembre del cinquantasette )
Improvvisamente le erano apparsi i dolori. Si estendevano dalla pancia in tutte le direzioni, sino ad arrivare al petto con fitte atroci, terribili, da lasciarla senza fiato. Pareva che, dopo l’incidente, andasse tutto bene… l’ottavo mese di gravidanza stava per essere superato e la prospettiva di questa prima figlia la riempiva d’allegria. Veramente ne aveva altri due, di figli, maschi, ma la rotondità della pancia l’aveva convinta che questa volta era una femmina, la prima femmina, e già prima che nascesse si rivolgeva e parlava con Lei chiamandola per nome, Rita…. Gli raccontava dei fratelli, di come erano belli…. gli preannunciava le prossime feste, ed il Natale… e della befana che avrebbe portato qualche dolcetto anche per Lei…. Quell’incidente, poi, accaduto alcuni giorni prima…. Lei aveva sottovalutato l’urto della moto che l’aveva gettata a terra…. Ma evidentemente qualcosa era successo nel suo corpo…. Qualcosa si era incrinato…. L’aumento esponenziale dell’indice della pro-lattina - denunciato dalle ultime analisi del sangue - era l' indizio di una perniciosa gestosi e aveva obbligato il suo medico ad ordinargli un urgente ricovero…. Ora era lì… in ospedale, in attesa che liberassero Rita e lei dagli artigli della sofferenza. Tagliarono. Nacque Rita dalla breve vita. Rita fu subito trasferita nella terapia intensiva del reparto di pediatria neo-natale. Tutti i giorni, per nove giorni, Lei andò al capezzale di sua figlia… la bambina giaceva intubata da sonde e fili in una piccola incubatrice; nella stessa stanza un lettino ospitava un altro bambino ridotto in fin di vita dalla caduta di una pentola di acqua bollente. Lei non poteva entrare nella piccola camera asettica, ma poteva vedere sua figlia ed il bambino da un vetro che divideva la stanza da un altra sala. Davanti quel vetro passò tutti i suoi giorni.
"Chi sii?!…. Tu si a’ canaria… Chi sii?…. Tu si l’ammore…"
Cantava la donna…. Ninna nanna dolce e disperata che accompagnava la strenua battaglia che si svolgeva in quella piccola stanza. Ogni sera, per nove giorni quella voce entrava in quella piccola camera asettica e cullava e accarezzava e rassicurava i due bambini accompagnandoli verso un breve riposo….
"Tu comme ‘na madonna canta sta ninna nanmna pe’ n’angiulillo ‘ncroce che vo’ sentì sta voce…"
Voce bella e straziante che si spandeva pel corridoio, passava porte e muri e vetri per arrivare nei cuori di infermieri, medici e pazienti…. per tanti era come se tutto si fermasse e ascoltare Dio che parlava con la voce di quella donna….. ......... Il disperato tentativo di salvare la bambina dall’avvelenamento si scontrò con i limiti tecnologici di quegli anni. Rita morì il 9 dicembre mentre il piccolo compagno di viaggio se ne andò il giorno dopo.
"Sta voce solitaria che dint’a notte canta e tu, comme na santa, tu sola mori e canti…"
È forte e straordinario il cuore di una donna che ama…. Il cuore di un donna che ama è capace di comprendere in se tutta la gioia del mondo, così come ne prende tutto il dolore.... Quella donna scelse di non lasciare soli quei due bambini e andò con loro... era il 13 dicembre del cinquantasette .
November 04 Impressioni di novembreForte è il cuore,
e caldo, e vivo.
Spinge la vita
per infinite strade.
Salite irte e discese improvvise.
Leggeri declivi e pianure,
e città, e mari, e grandi montagne.
Un percorso tumultuoso,
mai facile,
su cui viaggiano
emozioni e passioni
di sempre,
di cui da sempre
si è assetati...
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Con gli ultimi malfermi passi
lentamente m’avvio verso l’uscita.
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