Alessandro's profileLa Grazia dei TemplariPhotosBlogListsMore Tools Help

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    January 08

    Ughetto

    A furor di popolo era stato eletto fornitore ufficiale dei dolcetti davanti la Scuola.

    Non si sapeva chi era né da dove veniva.

    Ughetto apparve un giorno davanti ai cancelli della vecchia scuola: un piccolo uomo alto quanto un bambino di terza, una gobba sulla spalla destra metteva in rilievo le piccole braccia e le piccole mani che svelte creavano, da pagine strappate da vecchi ed inutili libri, cartoccetti di carta che riempiti dalle cose contenute nel suo carretto verde, venivano poi vendute ai piccoli e viziosi acquirenti; Ughetto sembrava senza fianchi e dal tronco partivano direttamente  due misere appendici terminanti con due enormi scarpe che simulavano piedi probabilmente inesistenti, circostanza questa che metteva seriamente in discussione le bambinesche certezze in materia di deambulazione degli adulti.

     

    A nessuno era dato sapere come Ughetto si muovesse; nessuno sapeva a che ora Ughetto arrivava nel suo luogo abituale di lavoro, né come faceva per riuscire ad andarsene via, a casa sua, una volta terminate le lezioni, andato via l’ultimo studente  e chiusa la scuola. 

    Anzi! A nessuno  è stato consentito di sapere come Ughetto viveva, né come facesse ad apparire e sparire lì, davanti l’ingresso della scuola, né quali erano le sue difficoltà quotidiane,  i suoi sogni, le sue speranze.

    Questo non impediva ad Ughetto di appropriarsi delle mille storie dei bambini che ogni giorno si avvicinavano al suo carretto verde.

    Probabilmente lo smercio delle sue magiche polveri gli aveva donato la straordinaria capacità di capire i piccoli ed i grandi drammi che i bambini vivono e che i grandi ignorano, e questo lo portava a dare sempre una parola giusta al bambino che acquistava la sua merce e che, anzi, la comprava sapendo che insieme al cartoccetto contenente la magica polvere o le stupende castagne mosciarelle avrebbe avuto anche quella parola con la quale anche quel giorno avrebbe sconfitto i mostri che tentavano di aggredirlo nella fantasia.

    Ughetto appariva all’alba, seduto sul muretto di recizione che circondava il plesso scolastico, nei pressi dell’entrata principale ed iniziava a smerciare la sua mercanzia meravigliosamente addobbata dietro il coperchio di vetro del suo mitico carretto verde.

    E, così come misteriosamente appariva, alle tredici e trenta, uscito l’ultimo bidello dalla scuola, Ughetto magicamente spariva,  e con esso spariva anche il suo carretto verde e, in quel fatidico intervallo di tempo, smerciava la sua dolcissima mercanzia a poche lire e con essa smerciava le sue raccomandazioni ed il suo amore.

    Capitava ogni tanto che qualcuno, al posto del prezzo pattuito per l’acquisto della golosità quotidiana, gli dava in cambio un vecchio libro, come quella volta, quando un bambino dallo sguardo triste e dalle enormi scarpe, aperte davanti come se anch’esse avessero fame, gli diede un libro strano, un libro che aveva solo la copertina con su scritto “Libro” e appena mezza pagina scritta ed il resto delle pagine tutte bianche.

    Ughetto conosceva quel bambino e tutto quello che aveva passato, e anche se non ne aveva bisogno - con la scusa che era terminata la carta per i cartoccetti - prese quel libro in cambio di una razione generosa di castagnaccio e di mosciarelle, anzi! Le razioni di mosciarelle e di castagnaccio furono servite direttamente su i primi due fogli bianchi staccati da quel vecchio libro, in modo da far credere al piccolo bambino triste quanto quel baratto fosse stato necessario…..

    Era così Ughetto: un cuore difficile da immaginare senza un carretto verde…

    Era una simbiosi perfetta quella che univa Ughetto al suo carretto verde; non era possibile distinguere dove finisse uno e dove cominciava l’altro; intuitivamente si comprendeva come, una volta definiti i confini di Ughetto, il carretto poteva consistere in una grande cassa di legno con quattro ruote malamente appiccicate, sormontato da un grande coperchio di vetro, pulito e trasparente in modo che i piccoli acquirenti potessero vedere e scegliere la pregiata mercanzia: Castagnaccio puro “brown sugar” di prima scelta, Mosciarelle di S.Vito di prima cottura, lo squisito Carrubo Dolce Siciliano e, leccornie delle leccornie, i famosi Lupini di Rocca Canterano.

     

     

    Quando Ughetto fu arrestato dalla polizia segreta e gli trovarono addosso, o meglio, trovarono sul carretto verde, centinaia e centinaia di dosi di farina di castagnaccio già confezionata in bustine, decine e decine di fave di carrubo siciliano, chili e chili di Castagne mosciarelle e di Lupini; nello stesso momento un blitz compiuto dai reparti speciali del Mercato Globale perquisì centinaia di bambini ed a quasi tutti furono trovate e requisite  bustine di di Mosciarelle di S.Vito e di Lupini di Rocca Canterano, addirittura alcuni furono trovati in possesso del famoso  Castagnaccio delle pre-Alpi Liguri, prezioso ed economico dolcetto  che si pensava ormai completamente sostituito dalle famigerate  “gommose”,  cioè da quell’artifizio chimico imposto dal mostruoso Golem Globale, che tutto vuole e tutto possiede.

     

    Lo scandalo, montato ad arte utilizzando tutti i mass-media a disposizione, fu enorme.

    Mentre i bambini tentavano di organizzare dei nuclei di resistenza organizzando addirittura “la corsa della Befana” per tentare di far fuggire Ughetto, i grandi,  immemori ed ormai schiavi delle nuove regole, assistettero passivi alla tragedia.

    Ughetto fu rinchiuso in una prigione segreta, sconosciuta a tutti e da dove era impossibile evadere. Una prigione a prova di evasione, a prova di grida di aiuto, a prova di odore, dove anche gli aromi e gli odori furono incatenati  e fatti prigionieri per sempre.

    Da quella prigione Ughetto un giorno sparì senza lasciare alcuna traccia e senza che nessuno ne reclamasse nemmeno il ricordo.

    Insieme a Lui sparirono il Castagnaccio, il Carrubo, le Castagne Mosciarelle ed i famosi Lupini di Rocca Canterano.

     Il carretto verde e tutto ciò che in esso era contenuto fù distrutto e gettato in una discarica.